Credito alle pmi inesistente per un’impresa su cinque

credito pmiIl credit crunch fa sentire la sua morsa soprattutto sulle piccole e sulle medie imprese, fortemente penalizzate nella disperata corsa all’ottenimento di un finanziamento bancario.

E sono proprio le aziende di minori dimensioni a soffrire maggiormente la “timidezza” creditizia degli istituti bancari, visto e considerato che – secondo quanto ha appena ricordato l’istituto Tagliacarne – ben il 20,5 per cento delle richieste di credito da parte delle Pmi viene respinto.

Nella terza edizione di Focus Pmi, lo studio periodico condotto sulle piccole e medie imprese italiane, promosso dalla Lexjus Sinacta, emerge come lo scorso anno solamente il 50,7 per cento delle imprese che operano sul mercato italiano si è visto concedere il credito dalla banca, mentre il 18,5 per cento ha dovuto ricevere solamente una parte di quanto originariamente richiesto. Nessuna speranza di ottenere denaro per il 20,5 per cento delle pmi, che si sono viste negare il finanziamento dall’istituto bancario.

Le percentuali di ottenimento del credito migliorano in misura significativa nel caso di imprese che fanno largo ricorso all’estero, a dimostrazione che i processi di internazionalizzazione hanno consentito un più facile aggiramento delle difficoltà di reperire risorse finanziarie sul mercato locale.

Infine, la ricerca segnala come ben il 31 per cento delle start up nate dopo il 2005 non abbia utilizzato il canale bancario. La giustificazione è in questo caso piuttosto semplice, visto e considerato che nelle start up mancherebbe – segnala ancora la nota di presentazione dello studio – un rapporto storico pregresso con l’imprenditore e, in aggiunta, mancherebbe un concreto e sostanzioso livello minimo di capitalizzazione.

E per il futuro? La nota non anticipa granchè, ma l’impressione comune è che la situazione sia tendenzialmente in corso di graduale attenuazione, soprattutto in alcune aree d’Italia, e per alcuni istituti di credito. Fatte salve le dovute eccezioni alle generalizzazioni, le difficoltà dovrebbero comunque proseguire almeno fino alla fine dell’anno.

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